GÖBEKLI TEPE: IL TEMPIO FUORI DAL TEMPO


Göbekli Tepe (trad: collina tondeggiante – ombelico) è un sito archeologico a circa 18 km a nordest dalla città di Şanlıurfa nell’odierna Turchia, presso il confine con la Siria tra la catena del Tauro e il Karaca Dağ e la valle dove si trova la città di Harran.
Si trova su una collina artificiale alta circa 15m, con un diametro di circa 300m, posizionata sul punto più alto di un’elevazione di forma allungata, che domina la regione circostante.
In questo luogo, gli archeologi hanno scoperto il più antico esempio di tempio in pietra, risalente al 9.600 a.C.
Questa datazione sta sconvolgendo tutte le certezze sulle origini della civiltà.

 

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Per la sua dislocazione ed architettura, Göbekli Tepe ricorda vagamente Stonehenge, ma fu edificato molto tempo prima, ma non con blocchi di pietra tagliata grossolanamente come ritroviamo a Stonehenge, bensì con pilastri di calcare finemente scolpiti a bassorilievo.

 

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Curioso il fatto che intorno all’8.000 a.C. il sito venne deliberatamente abbandonato e volontariamente seppellito con terra portata dall’uomo.

Finora meno di un decimo del sito è stato riportato alla luce, ma ciò basta per capire quale timore reverenziale il tempio incuteva ai pellegrini che si radunavano in questo luogo ben 7.000 anni prima della costruzione di Stonehenge.

Göbekli Tepe fu individuata la prima volta nel 1963 ma gli scavi furono iniziati solo nel 1995 da una missione congiunta del museo di Şanlıurfa e dell’Istituto archeologico germanico sotto la direzione di Klaus Schmidt, che dall’anno precedente stava lavorando in alcuni siti archeologici della regione. Nel 2006 gli scavi passarono alle università tedesche di Heidelberg e di Karlsrühe.

Gli scavi portarono alla luce un santuario monumentale megalitico, costituito da una collina artificiale delimitata da muri in pietra grezza a secco. Furono inoltre rinvenuti quattro recinti circolari, delimitati da enormi pilastri in calcare pesanti oltre 10 tonnellate ciascuno.

 

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La scoperta più interessante però riguarda le circa 40 pietre a forma di T, alte fino a cinque metri e mezzo. I blocchi di calcare, del peso di cinque tonnellate, furono portati qui da una cava non molto lontano. Rimane in sospeso la domanda su come abbiano fatto le popolazioni dell’epoca a trasportare le pietre visto che la storiografia ortodossa vi insegna che essi non conoscevano la ruota, né avevano ancora imparato ad addomesticare le bestie da soma.

La maggior parte delle pietre sono incise, e sono raffigurati diversi tipi di animali: serpenti, anatre, gru, tori, volpi, leoni, cinghiali, vacche, scorpioni, formiche. Alcune incisioni vennero volontariamente cancellate, e non è chiara la motivazione. Sono inoltre presenti elementi decorativi astratti, come insiemi di punti e motivi geometrici. Nella roccia sono anche presenti raffigurazioni di forme falliche.

 

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Indagini geomagnetiche hanno indicato la presenza di altre 250 pietre ancora sepolte nel terreno. A circa 1 km dal sito è stata inoltre rinvenuta un’altra pietra a forma di T, estratta dalla cava solo per metà. Ha una lunghezza di circa 9 m ed era probabilmente destinata al santuario, ma una rottura costrinse i costruttori ad abbandonare il lavoro.

Oltre alle pietre sono presenti sculture in argilla molto rovinate dal tempo.

È probabile che gli scultori svolgessero la loro opera direttamente sull’altopiano del santuario, dove sono state rinvenute cavità a forma di scodella nella roccia argillosa e anche pietre non terminate, tecnica già utilizzata nel mesolitico per ottenere l'argilla, sia per le sculture che per il legante argilloso utilizzato nelle murature.

Tutto quanto raccontato finora può già classificare Göbekli Tepe tra i primi dieci siti più misteriosi e nel contempo affascinanti dell’archeologia. Ma esistono altri fattori che ne possono determinare la sua unicità. Ad esempio la sua età. La datazione al radiocarbonio attribuisce al complesso almeno 12.000, se non addirittura 13.000.

 

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Ciò significa che Göbekli Tepe è stata costruita intorno al 10.000 a.C. rendendolo, con ampio margine, il più antico di tali siti nel mondo. È talmente antico da precedere la vita stanziale dell’uomo, la ceramica, e la scrittura, insomma prima di tutto.

È difficile credere che gli uomini delle caverne abbiano costruito qualcosa di così ambizioso. L'architettura, la cognizione astrologica, nonché la realizzazione strutturale dell'intero complesso suggerisce in modo audace che esistesse una civiltà tecnologicamente molto più avanzata, come se divinità scese dal cielo avessero costruito Göbekli con le loro mani, o con i loro metodi costruttivi.
E ciò vale per qualsiasi costruzione megalitica che troviamo sulla terra.

Soffermandosi in particolare sulle conoscenze astrologiche di coloro che hanno edificato il sito, di si nota in particolare la disposizione del complesso che ricorda la posizione delle principali stelle della costellazione delle Pleiadi, conosciute anche come le Sette sorelle, e chiamate dagli antichi romani Vergilie. Un po' come la disposizione delle tre piramidi della piana di Giza ricordano la costellazione di Orione.

 

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